Escursione del 25 Aprile: Cimitero Partigiano Internazionale di Umito

Questa escursione è una escursione di ricordo, di storia e di umanità. Come già detto ogni sentiero è storia di vita comune e noi appunto seguiremo i sentieri che portano nei luoghi e nei boschi dell'eccidio di Umito; seguiremo quelle orme per non dimenticare che se oggi possiamo esprimere ogni nostra idea, essere Donne e Uomini liberi è grazie anche a "gesti di umanità" da parte di poveri contadini uccisi solo per aver dato ricovero ad altri poveri uomini.
Esiste una storia scritta da storici ma esistono mille e mille storie vissute scritte o tramandate oralmente. Questa storia ha a che fare con tre paesi sperduti tra i Monti della Laga, storia di gente comune, storia di donne e uomini che con la guerra nulla avevano a che fare. Storia di donne e uomini, che vivevano con la cura delle povere terre che avevano intorno; storia di donne e uomini che si spaccavano la schiena per tirare avanti a prescindere che l'Italia fosse Governata da un Re o da un Dittatore.
Eppure - per il tradimento di coloro che la guerra invece la bramarono - queste donne e uomini la guerra se la sono trovata dentro casa solo per la loro "umanità", solo perché accolsero uomini come loro, persone come loro.
Ma come arrivarono i tedeschi a uccidere quei poveri contadini? Quali i fatti che sconvolsero l'entroterra povero di questa nostra terra? Chi tradì i poveri contadini?

Ebbene, l'8 Settembre del 1943, dopo l'Armistizio di Cassibile, l'Italia è allo sbando. Il Re Vittorio Emanuele III, sua moglie la Regina Elena e il Principe Umberto - seguiti dal Capo del Governo Badoglio, fuggono; l'esercito e la popolazione italiana è lasciata in balia dei nazi-fascisti.
Nelle frazioni di Acquasanta Terme - tra Pito, Pozza ed Umito - trovano ricovero, nelle case locali, moltissimi Partigiani stranieri fuggiti dal Campo di Concentramento Nazi-Fascista di Colfiorito. Qui vissero - aiutandoli anche nei lavori quotidiani - con le popolazioni locali e con la Banda Partigiana Bianco fino all'11 Marzo del 1944. Quella notte truppe naziste - guidate dal Comandante dei Carabinieri di Acquasanta Isidoro Melchiorri e dal Tenente Colonnello dell'Esercito Torregrossa, vestiti da SS per non farsi riconoscere dagli abitanti locali - misero a ferro e fuoco le abitazioni dei tre Paesi.
Sotto gli occhi dei traditori italiani, furono crivellati dai colpi delle mitragliatrici tedesche, prima ancora di ingaggiare la battaglia coi Partigiani, diversi civili e, nell'incendio delle case, morì arsa dalle fiamme la piccola Anna Sparapani di appena 11 mesi.

La Banda partigiana Bianco fu decimata sopra ai boschi di Umito e - alla fine degli scontri - in totale persero la vita 13 poveri contadini italiani, civili, rei di aver accolto uomini fuggiti da un Campo di Concentramento e 23 partigiani inglesi, greco-ciprioti, slavi e americani.
In seguito i corpi di quell'eccidio - tumulati inizialmente in una fossa comune - furono traslati nel Cimitero di Umito e, quando gli Stati fecero richiesta dei corpi dei partigiani, l'allora Sindaco di Acquasanta Ciro Centini - dando voce ai sentimenti degli abitanti di quei paesi - così scrisse in risposta: "Hanno vissuto per mesi nelle nostre povere case, abbiamo e hanno condiviso momenti terribili e qui sono morti, lasciateli con noi."
E così fu ed è.
L'escursione della Memoria partirà dal Passo di San Paolo per seguire l'omonima cresta fino alla Fonte della Scentella per iniziare la discesa per la Costa Capo di Umito fino al Cimitero Partigiano Internazionale. Da Umito visiteremo poi gli altri due paesi colpiti dall'eccidio: Pozza e Pito fino a tornare al punto di partenza risalendo per il Rio Faete.





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